Tutte le belle cose hanno una fine, e l’Erasmus non si discosta dalla regola. Quindi eccomi ritornato in patria, dopo aver scritto veramente poco sul soggiorno, sull’Enac e sulla Francia in generale. Ci sono tante cose di cui avrei voluto parlare e non l’ho fatto, ma c’è una cosa che voglio dire: partite.
Davvero, è incredibile quanto cambiare vita per un certo periodo di tempo finisca poi per cambiare te stesso! Non sono più la stessa persona di quando sono partito, e devo dire grazie a tutte le persone che ho incontrato in questo viaggio. Conoscere culture simile ma diverse, esplorare nuovi modi di fare e vivere.. Ti apre la mente e ti aiuta a comprendere meglio chi sei, cosa fai, dove vivi.
Sono grandi parole che alla fine si riducono a bere una birra con una persona che quando parla capiamo solo a metà, oppure cenare con piatti portoghesi, francesi, italiani tutti assieme. Ma quello che rimane alla fine è davvero la sensazione di aver vissuto una vera esperienza, di aver gustato quel pizzico di pepe che spesso perdiamo nella vita di tutti i giorni, troppo presi dalla solita routine.
E se partite per qualche luogo particolarmente esotico.. beh, contattatemi!
Continuiamo la serie “gala” con la festa di ieri sera, organizzata in un locale sull’isola al centro di Toulouse, sulla Garonna. La differenza con l’ultima si vede subito appena entrati: ragazzi, ma soprattutto ragazze! Finalmente una festa non aeronautica.
Ok, a parte questo piccolo dettaglio (che però magari potrebbe convincere i miei amici a fare un salto da queste parti) le altre differenze sono nell’organizzazione. L’abito da sera è sempre richiesto, ma non sembra di essere a un matrimonio. La musica è sempre da discoteca, ma almeno è varia e spazia anche un po’ nei generi (non la solita tettonica del cavolo!).
E infine la particolarità più pericolosa: l’OPEN BAR. Non so bene come definirlo, ma penso che diabolico sia l’aggettivo migliore! Sì, perchè arrivi al bancone, fresco e sorridente e ordini una birra. Pam, servita, sorridi e te ne vai. Il prezzo è già nel biglietto. Quando realizzi bene che non dovrai più tirare fuori il portafogli dalla tasca per tutta la serata.. il bancone diventa un po’ un appuntamento fisso, come la metrò. La frequenza non è proprio la stessa, ma non ci andiamo molto lontano!
E a un certo punto stai ballando come un pazzo su una musica che neanche conosci mentre intorno a te i tuoi amici cercano di baccagliare le tipe più improponibili. Insomma, un’altra volta completamente ubriachi a casa.
E questa è una cosa che uno studente erasmus deve bene tenere a mente: non c’è serata che non si torni a casa savi. L’unico modo per tornare a casa savi è darsi malato. Perchè anche se ti imponi di non bere, puoi stare tranquillo che qualcuno il bicchiere in mano pieno di alcool mischiato alla meno peggio te lo mette sempre! ( io sono il primo a farlo )
Un po’ di delusione per questa festa annunciata in pompa magna e con gran fracasso: galà aeronautico. Da volantino una cosa molto seria:
costo 16 euro (con prenotazione)
richiesta di abbigliamento elegante
3 sale tra cui scegliere: clubbing, concerts e casinò
In realtà il tutto si è risolto in una festa classica da discoteca, fatta molto in grande e con qualcheidea in più, ma niente di veramente interessante.
Dalla sala concerts, quella dove si esibivano i gruppi dal vivo, mi aspettavo qualcosa di più che chiudere alle 2. Per non parlare della musica suonata dai gruppi, che di rock aveva poco o nulla.
Idem per la sala casinò, che poteva essere un’idea carina, se non fosse stato per le dimensioni veramente minime della stessa e per il fatto che la vincita non era in denaro, ma in consumazioni al bar.
Una bella festa tutto sommato, molto grande, molta gente.. ma niente di nuovo, ecco. Forse mi sono illuso troppo quando ho letto “richiesto abbigliamento elegante” (che poi anche lì, mi sono fatto imprestare scarpe, cravatta e alla fine non c’era nemmeno la selezione all’ingresso!)
Continuo a parlare di questo campus delle meraviglie e di quello che succede qui. In particolare della festa che periodicamente l’ASSO (organizzazione degli studenti) organizza all’interno delle sue mura: il Brake appunto.
Io non so come funzionino le cose al Politecnico di Milano, perchè essendo uno studente pendolare non vivo molto il campus oltre l’orario di lezione. Ma qui venerdì sera c’è stato un party di dimensioni cosmiche, che credo in Italia ci possiamo solo sognare.
A partire dalla locazione della festa: i locali universitari. L’intero piano terra del fabbricato contenente il locale mensa è stato occupato per la festa. Quando pensi che nelle nostre aule studio è proibito perfino berci il caffè..
Ma parlando di festa, che roba.. Completa di tutto: musica, beveraggio vario e.. niente popodimeno che uno streaptease! Sì, avete capito bene: streaptease. Quel balletto in cui la donnina si spoglia a tempo di musica cercando di farvi “emozionare”.
Quest’ultima cosa mi ha lasciato completamente senza parole: ora, al di là dell’apprezzare o meno lo spettacolo (molto generoso tra l’altro, dato che la ragazza è rimasta come mamma l’ha fatta), stiamo parlando del campus di un’università! Non di un night.
Ma ce la vedete una cosa così alla Cattolica? Roba da far girare i crocifissi su se stessi!
Sono a Tolosa solo da 2 settimane ma penso già che sia un città fantastica! A parte la gentilezza generale delle persone, di cui ho già parlato, qui fai le esperienze più bizzarre. Come ieri sera.
Finito un corso alle 17.30 (qui la frequenza è obbligatoria) un compagno di classe spagnolo, Erasmus pure lui, mi propone di andare in un bar a parlare francese. Io penso di non aver capito bene, ma accetto. Verso le 6 passano a chiamarmi in camera e poi ci dirigiamo in centro.
Beh, avevo capito bene! Infatti qui a Tolosa il mercoledì sera ci si trova in alcuni bar per degli scambi linguistici. No, niente di perverso, semplicemente persone di differenti nazionalità si trovano nello stesso posto per fare della conversazione nelle diverse lingue.
Così mi sono ritrovato a bere birra con spagnoli che parlavano francese e francesi che parlavano spagnolo. Una babele di lingue incredibile! Ma molto divertente. Soprattutto quando una ragazza francese ha si è messa a parlare di cucina: provate voi a descrivere le “chiacchere” di Carnevale in francese, quando l’unica parola culinaria che conoscete è “sucre” (zucchero)!
Un’esperienza sicuramente da rifare. Magari anche una volta tornato in patria. Che voi sappiate a Milano esiste qualcosa id simile?
Ebbene sì, dopo 2 settimane passate a Bleriot nella camera piena di nulla mi hanno spostato nella residenza Bastie, camera superlusso. E quando dico superlusso non sto esagerando.
Piccola comparativa:
Bleriot ( 9 metri quadri):
letto
scrivania
lavandino
armadio
Nuova residenza (Bastie, 16 metri quadri):
quanto sopra +
bagno
doccia
scaldabagno
cucina con 2 piastre elettriche
frigorifero con vano freezer
tavolo ripieghevole
luci varie
mensole e armadietti
La sensazione appena arrivato (e dopo aver provato la doccia)? Siete mai stati in campeggio? con le docce pubbliche e il ritornare in tenda con la sabbia sotto i piedi.. quando poi si torna a casa, con il bagno pulito, il letto ad altezza normale, le varie comodità.. ecco, ci siamo!
E il tutto al prezzo di 261 euro al mese. Ora, compariamo questo prezzo con un affitto medio milanese di una stanza non troppo vicino all’università (e qui ci sei dentro), da condividere almeno in 2 o 3 (questa è singola), senza considerare i consumi (acqua, elettricità, riscaldamento). Non male, vero?
Ok, ci siamo: Tolosa. Ed è davvero uno spettacolo..
La prima impressione giunti in città è di una grande gentilezza e cordialità. Ma di quella vera. L’aeroporto è piccolo, non c’è la navetta per portarmi direttamente in università, ma la ragazza del banco informazione è gentilissima e mi spiega come fare a grandi linee. Poi un edicolante mi estrae niente popodimeno che la cartina e mi illustra il percorso (e non gliela stavo comprando la cartina). Insomma, una gentilezza estrema! E quando dico estrema intendo che quando sali sull’autobus l’autista ti saluta, sempre!!
Questa cordialità mi accompagna anche alla reception dell’ENAC, e in meno di 1 ora ho il mio tesserino col quale accedere alla mensa e una stanza. E qui iniziano le note dolenti: sì perchè al momento gli unici posti disponibili sono nelle vecchie residenze dove gli alloggi sono di 9 m^2 . Questi comprendono un letto, un lavandino, una scrivania e un mini armadio. Fine.
Ora, non è tanto la questione doccie comuni che mi spaventa, anche se il colera è sempre in agguato, quanto l’assenza della cucina! Il cibo della mensa non è infatti della qualità che ci si aspetta dalla cucina francese.. Ma l’addetta agli alloggi mi ha lasciato una speranza, e magari settimana prossima si cambia casa.
Nel caso vi steste chiedendo come siano 9 m^2 di nulla.. ecco a voi un piccolo tour panoramico.
Questo post l’ho scritto durante il pernottamento all’aeroporto di Londra Gatwick. Per prima cosa voglio dire che il volo che mi ha portato qui da Malpensa è stato bellissimo. In primis il personale è stato molto disponibile e amichevole a partire dal check-in fino all’arrivo a destinazione. E il volo in sè è stato davvero tranquillo, piacevole (ero seduto esattamente sull’ala, fantastico!), insomma perfetto. Siamo addirittura arrivati con qualche minuto di anticipo!
Mi aspettavo qualche rogna al check-in, perchè nonostante mi fossi prodigato a eliminare sempre più oggetti dalla valigia, alla fine questa è risultata di circa 19-20 kg di peso. Tutto in regola se non fosse che in aggiunta avevo la chitarra con me, (6kg circa) e la franchigia rimane sempre di 20 kg, anche se dichiari 2 bagagli. Già pronto a sborsare fior di euro (ogni kg in più sono 9 euro) ho avuto una graditissima sorpresa.
Il personale è stato infatti molto gentile e non mi ha fatto pagare il sovrapprezzo, nè a Malpensa nè a Londra. E facendo due conti sono 54 euro a volo! Incredibile.. Ora i casi sono 3:
chiudono sempre un occhio se i kg in più non sono eccessivi
l’orario tardo e l’esiguo numero di persone sul volo li rende più tolleranti
la mia proverbiale faccia da pesce lesso li fa desistere da qualsiasi tentativo di spiegarmi dove ho sbagliato
Qual’è la vostra esperienza al riguardo? E soprattutto.. ma quanta gnocca passa per gli aeroporti?!
“Stanotte scappo mama se torno non lo sò
ma quello che ho rubato non lo restituirò
Ho il mio cavallo adesso e un nome giù in città
sta scritto sulla taglia per chi mi prenderà…
Mama puoi sentirmi adesso
Cristo era onesto e l’hanno fatto fesso
Stanotte scappo madre se torno non lo sò
ma se ho rubato giuro che lo rifarò
il Paradiso è stretto ma un posto ci sarà
sarà di quel bastardo che se lo comprerà
Mama puoi sentirmi adesso
se c’era un Cristo l’hanno fatto fesso
Solo un’altra ora
poi la notte mi accompagnerà
l’orizzonte m’inghiotterà
forse per metà
l’altra resterà…”